mercoledì 16 gennaio 2008

Ethiopia


Scrivere qualcosa sull’Etiopia sarà molto difficile. Non perché non so cosa scrivere ma perché non credo di sapere bene ancora come scriverlo.
Lo stesso vale per tutte le volte che mi hanno chiesto: “…allora, come è stato?” , “..ti sei divertita?” , “…è stato bello?”.
Quando ti vengono poste tutte queste domande ti sento quasi in colpa nel rispondere perché senti che qualsiasi risposta sarebbe riduttiva e non fedele a tutto quello che hai visto ma soprattutto provato. Ma allo stesso tempo vorresti urlare quel qualcosa che non riesci a spiegare bene nemmeno a te stesso, qualcosa che ti sembra troppo grande per te ma che allo stesso tempo ti è capitato e ti ha preso tutta fino a renderti felice, felicissima come sei stata poche volte.

Si possono impiegare ore ed ore a raccontare delle cose viste, delle persone conosciute, delle cose ascoltate.

Ma basta una sola parola per dire ciò che veramente questa esperienza ti da : vita.

Non il solito vivere dei soliti giorni italiani con le solite cose da fare e i soliti problemi da avere.

In Etiopia io ho vissuto al massimo la mia vita in pochissimi momenti. Ho vissuto alla grande e meglio di quanto non avessi mai fatto prima. È stata una vita normale, con i suoi alti e bassi, ma in questa normalità ho scoperto quanto si può essere felice con pochi e semplici doni.

Ho scoperto quanto si può essere felici guardando negli occhi di un bambino e scoprire che in quel momenti ti ha donato un pezzeto della sua serenità. Ho scoperto quanto si può essere felici guardando una ragazzina che pur non avendo una casa ti invita ad entrarci solo perché, anche se non ti conosce, vuole condividere con te quel niente che ha. Ho scoperto la serenità che non dipende da ciò che hai ma da ciò che dai. Ho scoperto che si può aiutare semplicemente tenendo per mano qualcuno. Ho scoperto il sacrificio accompagnato da sorriso sulle labbra.

Quando scopri tutte queste cose ti rendi conto che la vera povertà, la vera miseria non sta in Africa, non sta nel non possedere una casa o un terreno per coltivare.

La vera povertà è quella dell’anima di molti che purtroppo perdono le cosa più importante e indispensabili per vivere.

Sei un miserabile quando non sei più in grado di sorridere a tua sorella, o di dire una parola gentile ai tuoi genitori. Sei povero quando non sei più capace di apprezzare la tua vita e quello che ti succede. Non hai niente nei giorni in cui ti senti vuota nonostante tanto amore. Ti senti senza speranza nei momenti in cui ti accorgi che non sei più capace di vivere semplicemente come “in quei fantastici giorni all’asilo”. Piangi lacrime disperate quando ti lasci sopraffare dalla noia e da una silenziosa delusione perché sei stanca e non sai come riposarti.

Eccola la vera povertà, la vera disperazione: non saper sorridere, l’autocommiserazione, il pessimismo.

Ringrazio per aver imparato queste cose.
Ringrazio per aver imparato tante cose.
Ringrazio veramente tutti, tutto e soprattutto Dio.
Ringrazio per tutti, per tutto ma soprattutto per Dio.

Per ora posso dirvi solo questo, ma ce ne sarà ancora!!

=)

3 commenti:

Anonimo ha detto...

ci sono posti che ti rendono felice anche incrinandoti ogni certezza...ci sono posti..poi ce ne sono anche altri..

Anonimo ha detto...

ti invidio... hai scoperto la vita... la felicità vera... e io che sono nel buio più totale?
"ti strofini contro il mondo tanto il mondo non ti avrà...perchè sei viva viva così come sei..."

Anonimo ha detto...

...questa sei tu...
...Giulia al 100%...
...non dimenticarlo mai...

...e sempre uno sguardo al cielo...

Tu sai chi sono...forse...